Micro machinery

Oggi le imprese iniziano a muoversi in un mercato dominato dalla complessità, ovvero da un numero sempre crescente di attori e conseguentemente di relazioni che si utilizzano per fare business.

Il fattore tempo è cambiato anche per l'influenza di Internet, che consente uno scambio di informazioni e servizi sempre più rapido e globale.
Tutto questo sta portando le Imprese a confrontarsi con ecosistemi di Business che rappresentano un’estensione delle catene di valore.
Il focus delle imprese, soprattutto nei mercati esteri, sta passando dalla competizione basata sull'aumento di efficienza ed efficacia conseguite anche tramite innovazione che sono in grado di generare, alla competizione basata sull’innovazione sistemica, che proviene cioè da tutto l’ecosistema in cui operano.

Molto spesso i miglioramenti del prodotto sono trasversali all'azienda e richiedono cambiamenti importanti all'interno della stessa; le aziende non sempre hanno tutta la conoscenza e le risorse manageriali per affrontare questa sfida; inoltre una nuova soluzione per un cliente ha bisogno di decine e centinaia di contributi esterni provenienti dall'ecosistema più ampio.
Questa nuova dinamica di lettura dei sistemi complessi  rappresenta appunto quello che noi chiamiamo Business Ecosystems Analysis.
Il termine ecosistemi di Business si riferisce a comunità intenzionali di attori economici che condividono in larga misura il futuro dell'intera comunità.

Ad esempio nell'ecosistema del Bianco abbiamo i produttori di pezzi per lavatrici, gli assemblatori, le catene di distribuzione, i sistemi d'innovazione, i produttori di detersivi, ecc..
A volte queste funzioni sono all'interno dell'azienda, spesso sono all'esterno; l'insieme degli attori, compresi i consumatori finali, e l'ente dell'erogazione dell'energia elettrica sono parte integrante dell'ecosistema.

Gli ecosistemi di Business possono anche essere visti in modo dinamico come un insieme di nicchie interdipendenti che a turno sono occupate dalle organizzazioni; queste nicchie possono essere più o meno aperte ai contributi creativi provenienti dall'esterno.
Oggi i sistemi di Business, grazie ad una serie di fattori tecnologici, possono essere facilmente aperti all'intero mondo di contributori e attori creativi.

Esempi sono l'open world di Linux, le tecnologie web 2.0, l'aumento di banda,  il grado di packaging dell'HW (vedi ad esempio al grado di integrazione dei mems), la pervasività della connessione RF e la larga banda mobile, la sempre maggiore potenza e capacità di memoria dei terminali mobili, la possibilità di usare le fotografie come nuovo paradigma di interazione con il mondo (vedi Google Earth e il GeoBrowsing),  il SaaS (Software as a Service) ecc.

In questo nuovo scenario di apertura le industrie devono trovare il modo di dialogare insieme attraverso l’ecosistema, per migliorare i loro prodotti/servizi verso il cliente finale; così pure la ricerca e sviluppo, gli investimenti, i singoli processi  operativi, sono allineati e si supportano reciprocamente.

Questa modalità aperta “open” di lavorare è chiamata anche “creatività distribuita” ed è l'anima delle forme di controllo/organizzative degli ecosistemi di Business. Questa nuova dinamica nelle imprese avviene soprattutto grazie alle Telecomunicazioni.
Le forme organizzative classiche basate sulla gerarchia non riescono per loro natura a valorizzare e trasformare in Business le Interdipendenze tra aziende; un mercato non aiutato e non coordinato non riesce a raggiungere un coordinamento interaziendale sufficiente a ottimizzare i processi e a creare valore nell'intero ecosistema.

PRESENTAZIONI SUI PROGETTI